SIAE: VALE LA PENA ISCRIVERSI VISTO CHE IL 60% DEGLI ASSOCIATI E’ IN PERDITA ?

ottobre 01, 2010 :: Pubblicato da - Ta-Mario :: Pagina - SIAE, Scomode Verità

La tutela del diritto d’autore è una materia importante per tutti gli autori e compositori, da sempre, farlo da soli è praticamente impossibile, ma vale veramente la pena spendere 220 euro di iscrizione e poi altri 91,50 euro ogni anno per “ESSERE TUTELATI DALLA SIAE” ??

E soprattutto, siamo sicuri che vengano fatti gli interessi di tutti, anche dell’ultimo arrivato? Purtroppo no. E’ la SIAE stessa che lo rende pubblico: “Circa il 60% degli oltre 44 mila autori associati è in perdita, ovvero ogni anno spende più di quota associativa di quello che guadagna

Ma non è tutto, guarda il video dell’inchiesta shok di Altroconsumo, per capire il giro d’affari enorme che gira intorno alla (DUBBIOSA) tutela del diritti d’autore. A voi la parola.

TRUFFE DISCOGRAFICHE: “L’Inchiesta di Striscia La Notizia”

settembre 07, 2010 :: Pubblicato da - Ta-Mario :: Pagina - Scomode Verità

Pubblichiamo oggi un video molto importante riguardante la battaglia di un nostro collaboratore, un musicista come noi che ha avuto la sfortuna di incrociare sulla sua strada uno dei più grossi squali truffatori nel marcio mondo del music business italiano, uno di quegli squali che si arricchiscono in maniera squallida e senza pietà “GIOCANDO CON I SOGNI DEGLI ALTRI“.

L’autore di questa segnalazione è Daniel Solero, oggi portavoce e rappresentate di tutti quei ragazzi che sono stati truffati dal medesimo personaggio. Spesso la vergogna, la paura ed il timore di denunciare certe truffe e certe situazioni, permettono alle mele marce del music business di continuare ad agire indisturbate, di continuare ad “ingrassarsi subdolamente” speculando sui giovani che sognano il loro futuro nella musica, che investono il loro denaro, il loro tempo ed il loro talento.

Nonostante le difficoltà, l’omertà e i costi importanti che ha dovuto sostenere, Daniel ha raccolto le forze ed è riuscito a rendere pubblica la cosa, portando il suo truffatore davanti a milioni di persone grazie a Striscia la Notizia. Riportiamo il video qui di seguito e cogliamo l’occasione per invitare TUTTI COLORO CHE HANNO SUBITO DELLE TRUFFE DISCOGRAFICHE A NON TACERE !! DENUNCIAMO LE COSE CHE NON VANNO, ELIMINIAMO LE MELE MARCE, AIUTIAMOCI A VICENDA E AIUTIAMO LA MUSICA !!

Un ringraziamento speciale va a Striscia La Notizia e Luca Abete per il supporto e per aver reso possibile questa “battaglia“.

Segnaliamo inoltre il gruppo Facebook STOP ALLE TRUFFE DISCOGRAFICHE

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TRADUZIONI MILIONARIE: Come Mogol ha Guadagnato Milioni con Brani Mai Pubblicati

luglio 03, 2010 :: Pubblicato da - Ta-Mario :: Pagina - SIAE, Scomode Verità
Mogol e i compagni autori di testi hanno intascato milioni negli anni 60 semplicemente traducendo il testo dall’inglese all’italiano dei grandi successi dell’epoca, grazie ad una “regoletta” sul diritto d’autore che si sono creati e legalizzati attraverso la SIAE.

Molti di questi brani con il testo tradotto non sono mai stati pubblicati e non vi è traccia di queste canzoni …se non nei resoconti dei “fortunati” autori/traduttori.

Leggi l’articolo per scoprire un’altra bella vergogna musicale tutta Made in Italy.

Sgt. Pepper’s ( dei Beatles ) uscì nella stessa settimana in tutta Europa, o giù di lì, ma Rubber Soul ( sempre dei Beatles ), che era uscita un anno prima, impiegò 3/4 mesi prima di arrivare in Italia. In questi ritardi, in queste sacche di parziale disorganizzazione, veniva creata la si inseriva la cover: scomparsa in breve tempo la copia vera e propria del brano originale, prosperò a lungo la cover in traduzione . ( Ed è proprio qui che sta l’ artificio milionario ).

I FAVOLOSI ANNI SESSANTA

Erano i favolosi anni sessanta, e sapere l’inglese era un lusso. I testi sullo copertine sarebbero apparsi solo verso la fine del decennio, ed era molto più difficile che adesso, quasi impossibile, trovarli (anche in traduzione) su riviste e libri. La cover in italiano svolgeva, tutto sommato, una funzione culturale. Da un lato, forniva ai nostri musicisti un’occasione per sperimentare soluzioni nuove, in attesa che gli autori italiani uscissero dai cliché sanremesi; da un altro lato, offriva al largo pubblico un accesso – per quanto travisato, edulcorato, semplificato – ad un repertorio culturalmente estraneo. Il liceale ascoltava A Whiter Shade of Pale ( dei Procol Harum ), il benzinaio e il barista Senza luce ( la traduzione ufficiale in italiano ). Verrebbe quasi voglia di dedicare una scuola, se non una via o una piazza, a quei benemeriti traduttori che senza battere ciglio trasformarono All Or Nothing in Oggi piango , Homburg ( dei Procol Harum ) in L’ora dell’amore ( Camaleonti ) l’angoscia, la protesta, la psichedelia delle migliori canzoni inglesi e americane venivano trasformate in storielle lamentose o edificanti in rima baciata, adatte all’Italia del centro-sinistra e soprattutto ai rigori della commissione di ascolto (di censura) della Rai. Ma non ce n’è bisogno. Il monumento, questi nostri valenti traduttori, se lo sono già costruito da sé.

LA REGOLAMENTAZIONE DELLA SIAE

Recita così l’articolo 4 della legge 22 aprile 1941, n. 633 (“Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio”): ” Senza pregiudizio dei diritti esistenti sull’opera originaria, sono altresì protette le elaborazioni di carattere creativo dell’opera stessa, quali le traduzioni in altra lingua … (eccetera)”. Ed essendo affermato il principio che la traduzione costituisce un’elaborazione di carattere creativo, cosi recita l’articolo 7 degli ” Schemi di ripartizione ” deliberati dal Presidente della Siae (30/4/1971, aggiornamento di analoghe deliberazioni del 28/2/1962 e del 12/11/1964): “All’ autore dell’adattamento del testo letterario di composizioni tutelate di origine straniera deve essere assegnata una quota non inferiore rispettivamente: a) per i proventi di cui all’art. l: a 2/24; b) per i proventi di cui all’art. 4: al 5% nel caso di un solo adattatore e al 10% nel caso di più adattatori.”

Chi ha qualche pratica di diritto d’autore sa che i proventi cui si riferisce la delibera Siae sono rispettivamente quelli relativi alle utilizzazioni in balli, concerti, radiotelevisione ecc., e i cosiddetti diritti fono meccanici (vendite di dischi).

Quello che dice la delibera è sostanzialmente che al traduttore spetta la metà della quota che normalmente viene riservata all’autore del testo (che è di 4/24, o del 15% per i diritti fono meccanici ). Anche l’autore del testo originale, ovviamente, deve accontentarsi della metà. Una soluzione giusta? Apparentemente sì.

LA VERITA’

Nel caso tipico di una cover come quelle che riempirono le classifiche di vendita degli anni sessanta, sembra più che ragionevole che venisse premiato il lavoro non di traduzione ma di vera e propria ri-creazione del testo, che in numerosi casi fu uno degli elementi principali del successo: avrebbe avuto un lancio così azzeccato “ Bandiera gialla” (di Gianni Pettenati ) se fosse rimasta “ The Pied Piper” ? Ed è anche ragionevole, ovviamente, che l’autore del testo originale fosse comunque premiato per il suo lavoro, senza il quale il traduttore-adattatore non avrebbe avuto nulla da cui partire. Tutto bene allora? Tutto bene. sembrerebbe. Ma il lettore non distratto si ricorderà (o immaginerà) che all’epoca circolavano comunque anche le versioni originali. Versioni che venivano radio e teletrasmesse, eseguite nei locali da ballo e in concerto, vendute su disco. A chi andavano i diritti per queste utilizzazioni? All’autore del testo originale?

Per le trasmissioni di “ A Whiter Shade of Pale” in inglese, per le vendite del disco dei Procol Harum (e non di Senza luce dei Dik Dik), i diritti relativi al testo andavano tutti a Keith Reid ( autore originale )? O non andavano per caso, per metà, anche a Mogol? La risposta esatta è la seconda.

Il traduttore-adattatore, infatti, percepisce la sua quota di diritti su tutte le utilizzazioni del pezzo sul territorio di competenza della Siae, a prescindere che sia stato eseguito in italiano, in inglese, in qualsiasi altra lingua, o anche senza parole .

(…questo significa che in qualsiasi modo venisse utilizzato, eseguito, radio o video trasmesso sul territorio italiano il brano “ A Whiter Shade of Pale” ( dei Procol Harum ), sia esso in italiano, inglese o addirittura senza parole, Mogol prendeva dei soldi perché era stato colui che aveva fatto la traduzione in italiano…non male no??)

SOLDI FACILI TOTALMENTE LEGALI

Al lettore non distratto, ora, cominceranno a venire le vertigini, perché se si vanno a sfogliare i cataloghi degli editori italiani, si scopre che tutte le canzoni straniere di qualche successo dei davvero favolosissimi anni sessanta furono tradotte: e di queste solo una piccolissima parte venne registrata (o ebbe un minimo ascolto) nella versione italiana. Ricordate forse “ Mister Tamburino” ? Ricordate di aver mai sentito “ È l’ultima volta” (di Jagger-Richards, titolo originale “The Last TIme” )? O di aver cantato “ Michelle” ( Beatles ) in italiano?

No. Di queste ” traduzioni ” non esiste traccia nella memoria collettiva. Ma esiste, eccome, nei rendiconti Siae dei fortunati traduttori. Il cui merito principale fu di essere, in quegli anni ” favolosi “, al posto giusto nel momento giusto: legati, in qualche modo e per qualche ragione, al carrozzone semiparassitario dell’editoria che gestiva il repertorio straniero di successo. Con un esercizietto da esame di paroliere (tanto, chi avrebbe mai ascoltato quella traduzione?) si raccoglievano le decine, le centinaia di milioni di allora. Legalmente. Quanto questa situazione potesse influenzare i rapporti interni nell’industria discografica ed editoriale, quanto questo denaro facile abbia poi pesato negli sviluppi successivi, nel modo di affrontare e gestire le crisi degli anni settanta e ottanta, il lettore lo può facilmente immaginare. Ad un certo punto la cuccagna finì: gli editori esteri, capito l’inghippo, cessarono semplicemente di concedere il diritto alla traduzione. Così oggi non abbiamo Il tunnel dell’amore , Russi , Ti puoi tenere il cappello . O sì?

Fonte: “Il Suono in Cui Viviamo” di Franco Fabbri – Feltrinelli 1996

Autore dell’articolo: Ta-Mario

PERCHE’ IN RADIO PASSANO SEMPRE LE STESSE CANZONI? Perchè c’è Music Control, la Mafia Musicale Italiana

maggio 24, 2010 :: Pubblicato da - Claudio Stecchetto :: Pagina - Scomode Verità

Radio Italiane

Discografia ed artisti non sono mai stati in grado di controllare in maniera esatta il numero e la frequenza dei passaggi delle loro canzoni sulle radio. A soluzione di questo bug, a metà degli anni 90, le case discografiche chiesero ad una società di rilevazioni di inventarsi un metodo (anzi, di copiare il sistema Americano già esistente) per monitorare le emittenti private più importanti.

Nasce così “Music Control”, il mezzo di ispezione che ha il compito di rilevare l’effettiva airplay di un brano sul territorio nazionale.

Da qui si rilevano una serie di risultati tra cui le classifiche dei brani più ascoltati, la permanenza di un artista nella hit ecc. Inizialmente Music Control doveva costituire uno strumento d’aiuto sia per i discografici che per le radio, e queste dal canto loro accettarono di farsi monitorate in quanto avrebbero potuto conoscere alla perfezione la programmazione delle concorrenti regolandosi quindi di conseguenza.

Le cose purtroppo non sono andate come previsto e oggi Music Control è diventato il mezzo per eccellenza a cui si fa riferimento per avere il polso del panorama musicale in Italia, sebbene il sistema offra un quadro completamente falsato della situazione. Dobbiamo tener conto che gli stessi amministratori delegati delle grandi major hanno dei superiori ai quali devono rendere conto e riferire del loro lavoro e di quello dei dipendenti. Andiamo quindi a capire meglio la cosa.

Con un mercato discografico impantanato come il nostro, ( ovvero con vendite praticamente inesistenti ) come faccio io, che per es. sono il Sig. Emi Italia, a far vedere al mio capo il sig. Emi UK ( la EMI è Inglese ) e che ho lavorato bene? Semplice!! Grazie a Music Control.

Caro sig. Emi UK, come dimostra Music Control, il brano del mio artista passa su tutte le radio quindi vuol dire che la promozione ha lavorato al meglio. Nonostante questo, cosa posso farci io se poi le vendite in Italia sono deludenti?”

Il fatto che Music Control sia diventato l’unico mezzo a disposizione per giustificare il proprio lavoro all’estero, fa si che le major facciano una serie di pressioni sulle radio, per esempio: “Ehi tu, signor Radio Deejay, vorresti avere in anteprima il nuovo singolo di un artista americano importante ?….Bene, allora suonami anche xxxx che mi fai un favore”. Questo ha due conseguenze, la prima, limita fortemente la libertà di scelta e di selezione dei prodotti da parte delle radio, la seconda, ne aumenta esponenzialmente il potere sul mercato (se ti sono così utile… allora devi fare un investimento sulle mie frequenze….). C’è da dire e sottolineare inoltre, che Music Control, produce dei risultati che non corrispondono alla reale situazione, dando adito ad aspettative false perché, con questo sistema, si sale in classifica a seconda del numero di passaggi.

Ta-Mario cacciato

Ta-Mario chiede a Radio DJ di passare la sua ultima hit e gentilmente viene “accompagnato” fuori”

COME IL SISTEMA VIENE FALSATO

Grandi Hit Radio come per esempio RDS, propongono solo presunti successi decisi a tavolino, la cerchi è ristretta quindi a pochissime canzoni, 40 più o meno, che vengono passate praticamente tutto il giorno a rotazione. L’elevatissimo numero di passaggi da parte grandi radio fa si che siano presenti e rimangano in classifica canzoni inutili o obsolete a scapito delle novità, falsando assolutamente l’andamento del mercato, senza per altro nessuna utilità rispetto alle vendite reali (perché dovrei comprare un brano che posso sentire quando voglio?).

Questo aspetto ha portato ad una conseguenza assurda: le radio non fanno più indagini di gradimento per sapere quali siano i brani preferiti dai propri ascoltatori, ma ora cercano di capire quando un brano ha stancato. Le classifiche di Music control, inoltre, condizionano fortemente anche le scelte di molte emittenti minori che, in questo modo, risultano prive di ogni originalità e, contraddicendo la loro base sociale di ascolto, diventano solo brutte copie dei network, mentre la loro funzione principale dovrebbe essere quella di selezione e lancio di canzoni liberamente scelte.

Anche il mondo dei manager è stato inevitabilmente condizionato dalle classifiche di Music control: per i personaggi che hanno molti passaggi, e che quindi risultano al top, vengono organizzati tour faraonici ( ma che molte volte finiscono in bagni di sangue finanziari), e diventa sempre più difficile trovare spazi per chi offre proposte di effettiva qualità o per gli emergenti. Questo discorso vale anche per la promozione: la presenza di un artista in Music control, oltre a garantire la diffusione praticamente totale di un prodotto nella radiofonia nazionale, condiziona notevolmente gli operatori degli altri media.

Avendo questo strumento praticamente sostituito la classifica tradizionale di vendita, la televisione invita sempre gli stessi artisti che sono al vertice dell’airplay, i giornalisti parlano solamente dei soliti noti e così via. Ci sono centinaia di esempi di artisti che hanno delle vendite discografiche da fame a fronte di una diffusione radiofonica e una promozione imbarazzanti.

MA COME SI FA AD ARRIVARE AD ESSERE PASSATI DALLE GRANDI RADIO?

Signore e signori attenzione perché è qui che parte la vera truffa. Perché un nuovo brano venga programmato, bisogna fare un investimento di almeno 6 spot pubblicitari quotidiani che possono arrivare a costare anche 70 mila euro per quindici giorni (e solamente per 1 radio) e spesso, la folle spesa, può non bastare, principalmente per le etichette piccole indipendenti che non hanno merce di scambio con dischi di artisti stranieri. Le programmazioni musicali delle grandi radio vengono fatte al 99% dai direttori artistici o da agenzie esterne alla radio stessa (le preferenze degli speaker non contano più niente), le quali decidono autonomamente se il brano in questione sia o no adatto allo standard della emittente e quindi non mandarlo in onda o al massimo, programmarlo pochissimo, magari in orari con bassi ascolti, giusto per accontentare chi ha speso in inutile pubblicità.

Clientelismo e corruzione diventano, (come si può ben immaginare e dato che siamo in Italia), altissimi e spessissimo vengono chiesti altri soldi sotto banco o parti di edizione SIAE. Spesso le radio chiedono che gli vengano riconosciute delle percentuali SIAE ( chiamati punti di edizione) , cosa che personalmente reputo illegale al pari dell’estorsione mafiosa, ma signori miei questa è l’italietta e queste cose si possono fare.

Sappiate comunque che può capitare che un direttore artistico decida di mandare in onda un brano gratuitamente, ma sappiate che sicuramente è perché quell’artista gli è simpatico o gli ha dato il suo corpo o l’addetto alla promozione è un suo caro amico e lo ha pregato per giorni in ginocchio, ma comunque sia, quel bonario favore assomiglia fortemente a quello che ogni tanto fa ai suoi sudditi un boss o un padrino.

Concludendo, secondo voi tutto questo meccanismo di ricatti, non sono gli stessi che usa quell’organizzazione che tanto ci ha fatti diventare famosi nel mondo chiamata MAFIA? E perché i molti che sono a conoscenza non trovano il coraggio di denunciare pubblicamente certe merdate?


C. Stecchetto

Fonti:
http://en.wikipedia.org/wiki/Music_Controlc
http://www.giannitogniblog.com/?p=50
http://www.nielsenmusiccontrol.com/index_ita

XFACTOR: CASTING, PROVINI E PARACULI. Passa il Talento o il Raccomandato?

maggio 24, 2010 :: Pubblicato da - Ta-Mario :: Pagina - Scomode Verità

Cari i miei ragazzuoli ora vi racconto la mia esperienza con i casting del famoso talent show di Rai2 , esperienza che mi ha parecchio insospettito e fatto pensare che l’esito dei provini ( o almeno quello a cui ho partecipato io ), siano in qualche modo “ già decisi a priori ”.

 

Nel 2009 ho partecipato ai provini di XFactor , ho passato la prima selezione svoltasi ad agosto, mi hanno richiamato e mi sono presentato per la seconda, che si è svolta a Sesto S. Giovanni a Milano il 29 Settembre 2009, davanti ai seguenti giudici:  Claudia Mori , Amadeus e Roberto Vernetti ( vocal coach della categoria della Mori ). Eravamo in 25 quel giorno e ne sarebbe passato solo uno.

La mattina siamo arrivati tutti per le 12.30 e ci siamo messi tutti quanti ad aspettare fuori dall’edificio. C’era il nostro gruppo, quello dei partecipanti, e un’altro gruppo più staccato di ragazzi, che erano i tecnici del programma, cameraman, assistenti e staff della produzione.

Mentre aspettavamo, è arrivata una ragazza, accompagnata da un’amica, vestita tutta tirata da strafiga, un personaggio Simona Ventura style per capirci, sicura e spavalda vestita da vamp e con un atteggiamento come se fosse già famosa, ed è subito andata nell’altro gruppo, non si è messa li con noi partecipanti, tanto che credevo fosse una del cast, tipo una conduttrice o quella che ci avrebbe intervistato dentro.

In realtà questa qui era in gara quanto noi ( l’ho scoperto poi dentro), ma chissà come mai, conosceva tutti quelli dello staff e della produzione …boh !!

Questa cosa è saltata subito agli occhi di tutti, in più questa ragazza era parecchio esuberante. Eravamo tutti in attesa dentro ad una stanza ed uno dei ragazzi partecipanti si era portato la chitarra per ripassarsi i pezzi prima del provino. Questa si è messa vicino a questo con la chitarra e da li a poco si è creata una specie di atmosfera da ” Campeggio ” dove lei se la cantava bella bella, mettendosi in mostra non poco. Si insomma una parecchio egocentrica come tipa.

Man mano che chiamavano per fare i provini ti dicevano subito si o no, se ti dicevano no potevi andare a casa se ti dicevano si dovevi restare perché ti avrebbero risentito sempre in giornata, dopo aver sentito tutti i 25. Il primo si non era definitivo ma era un buon segno, ti mettevano in stand-by per poi ascoltarti ancora a fine giornata.

Questa ragazza ” rumorosa “, ha fatto il suo provino, è tornata su tutta contenta perché le avevano detto di si e poi se n’è andata via, è proprio andata a casa.

Arriva finalmente il mio turno, faccio il mio provino e mi scartano. Motivazione di Amadeus : ottima voce ma ti vedrei perfetto ma con alle spalle una band, motivazione Vernetti :  mi piace molto il senso del ritmo che hai, sei molto internazionale, non mi è però piaciuto Peter Gabriel cantato in inglese americano  (ho portato come brano “ Sledgehammer ” di P. Gabriel, che è un artista inglese ma il mio inglese tende all’americano come accento e non è piaciuto), motivazione Mori : si vede che non sei l’ultimo arrivato e che sei un professionista ma mi ha detto che non le comunico niente, e che secondo lei, avendo portato i brani che ho portato ( Sledgehammer di Peter Gabriel e Funky Gallo di Zucchero ), voglio troppo emulare questi mostri sacri della musica e quindi per lei è un no. Sinceramente non l’ho molto capito ma comunque va bene così no problem, quindi saluto e me ne vado.

Sono rimasto in contatto con una ragazza che ho conosciuto quel pomeriggio ai provini e qualche giorno dopo ci siamo sentiti per email, riporto pari pari la conversazione oscurando i nomi con delle xxx per privacy nei suoi confronti:

Email di Rxxxxxxx:
come stai?

Mia email di risposta:
ciao xxxxx !! tutto ok grazie , te come va ? com’è andato poi il provino, sei stata tu la prescelta?

Email di Rxxxxxxx:
Hei ciao…:) io la prescelta?
purtroppo no…vuoi veramente che ti dica come è andata?…i giudici hanno riguardato i video di tutti, ci hanno fatto scendere tutti insieme da loro e hanno chiamato tre nomi, i tre finalisti. Non ci crederai ma tra questi 3 c’ero anche io…. . ti rendi conto????? mi sentivo una miracolata…a quel punto ci hanno fatto ricantare e io non ho retto più e ho dimenticato le parole..ma vabbè. Siamo rimasti li fino alle otto e mezza di sera tra tutto, non si decidevano mai a scegliere…alla fine ci rifanno scendere e indovina che ci dicono? nessuno di voi finalisti è stato scelto…abbiamo già scelto una 4 persona…una ragazza a cui abbiamo già detto si!…ma scusa potevate evitarmi la fatica di rimanere??….se avevate già scelto? cmq…io credo che la ragazza sia la bionda con il vestitino rosso, quella “rumorosa”, perchè se ne è andata via prima e non ha proseguito la selezione. Sono curiosa di vedere come monteranno la cosa…non ero di sicuro io a dover entrare perchè ho sbagliato, ma almeno uno dei tre scelti doveva essere scelto mannaggia…mah misteri! cmq se vuoi vedere i provini vai su: xxxxxx qui c’è il mio :) ma ci sono quelli di tutti se non sbaglio.

Mia email di risposta:
..ma scherzi ?? vuoi dirmi che quindi nessuno di quelli che hanno scelto come finalisti è entrato ?? …se per caso hanno scelto la “ragazza in rosso” ti dirò che la cosa mi puzza un pò allora…da subito quella ragazza mi ha dato l’impressione di “”paraculismo”"..la mattina appena arrivata, lei con l’altra sua amica tutte tirate, non si sono messe li con noi tipo in mezzo a noi, ma sono subito andate a parlare con quelli che poi erano i tecnici e staff del programma ( …ho scoperto poi che erano i tecnici quando li abbiamo visti dentro che lavoravano e ci davano le varie indicazioni ) quindi la cosa mi ha da subito “fatto strano” …in più tu adesso mi racconti questo e la cosa mi sembra ancora più strana. ..come dici tu, vedremo come evolverà la cosa e soprattutto se la vedremo in tv… per il resto hai altri progetti in ballo ?

ciao

…lo scambio di email è poi continuato ma non ci sono altri particolari salienti

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La ragazza in questione, quella ” rumorosa “, l’ho vista poi in tv in puntata ma “ sfortunatamente ” è uscita praticamente subito quindi la cosa poi è morta li, almeno per quanto ne so io. Voi che dite? Passa chi è bravo o passa chi ha altre qualità?

Ai posteri l’ardua sentenza,
Ta-Mario