PERCHE’ IN RADIO PASSANO SEMPRE LE STESSE CANZONI? Perchè c’è Music Control, la Mafia Musicale Italiana

maggio 24, 2010 :: Pubblicato da - Claudio Stecchetto :: Pagina - Scomode Verità

Radio Italiane

Discografia ed artisti non sono mai stati in grado di controllare in maniera esatta il numero e la frequenza dei passaggi delle loro canzoni sulle radio. A soluzione di questo bug, a metà degli anni 90, le case discografiche chiesero ad una società di rilevazioni di inventarsi un metodo (anzi, di copiare il sistema Americano già esistente) per monitorare le emittenti private più importanti.

Nasce così “Music Control”, il mezzo di ispezione che ha il compito di rilevare l’effettiva airplay di un brano sul territorio nazionale.

Da qui si rilevano una serie di risultati tra cui le classifiche dei brani più ascoltati, la permanenza di un artista nella hit ecc. Inizialmente Music Control doveva costituire uno strumento d’aiuto sia per i discografici che per le radio, e queste dal canto loro accettarono di farsi monitorate in quanto avrebbero potuto conoscere alla perfezione la programmazione delle concorrenti regolandosi quindi di conseguenza.

Le cose purtroppo non sono andate come previsto e oggi Music Control è diventato il mezzo per eccellenza a cui si fa riferimento per avere il polso del panorama musicale in Italia, sebbene il sistema offra un quadro completamente falsato della situazione. Dobbiamo tener conto che gli stessi amministratori delegati delle grandi major hanno dei superiori ai quali devono rendere conto e riferire del loro lavoro e di quello dei dipendenti. Andiamo quindi a capire meglio la cosa.

Con un mercato discografico impantanato come il nostro, ( ovvero con vendite praticamente inesistenti ) come faccio io, che per es. sono il Sig. Emi Italia, a far vedere al mio capo il sig. Emi UK ( la EMI è Inglese ) e che ho lavorato bene? Semplice!! Grazie a Music Control.

Caro sig. Emi UK, come dimostra Music Control, il brano del mio artista passa su tutte le radio quindi vuol dire che la promozione ha lavorato al meglio. Nonostante questo, cosa posso farci io se poi le vendite in Italia sono deludenti?”

Il fatto che Music Control sia diventato l’unico mezzo a disposizione per giustificare il proprio lavoro all’estero, fa si che le major facciano una serie di pressioni sulle radio, per esempio: “Ehi tu, signor Radio Deejay, vorresti avere in anteprima il nuovo singolo di un artista americano importante ?….Bene, allora suonami anche xxxx che mi fai un favore”. Questo ha due conseguenze, la prima, limita fortemente la libertà di scelta e di selezione dei prodotti da parte delle radio, la seconda, ne aumenta esponenzialmente il potere sul mercato (se ti sono così utile… allora devi fare un investimento sulle mie frequenze….). C’è da dire e sottolineare inoltre, che Music Control, produce dei risultati che non corrispondono alla reale situazione, dando adito ad aspettative false perché, con questo sistema, si sale in classifica a seconda del numero di passaggi.

Ta-Mario cacciato

Ta-Mario chiede a Radio DJ di passare la sua ultima hit e gentilmente viene “accompagnato” fuori”

COME IL SISTEMA VIENE FALSATO

Grandi Hit Radio come per esempio RDS, propongono solo presunti successi decisi a tavolino, la cerchi è ristretta quindi a pochissime canzoni, 40 più o meno, che vengono passate praticamente tutto il giorno a rotazione. L’elevatissimo numero di passaggi da parte grandi radio fa si che siano presenti e rimangano in classifica canzoni inutili o obsolete a scapito delle novità, falsando assolutamente l’andamento del mercato, senza per altro nessuna utilità rispetto alle vendite reali (perché dovrei comprare un brano che posso sentire quando voglio?).

Questo aspetto ha portato ad una conseguenza assurda: le radio non fanno più indagini di gradimento per sapere quali siano i brani preferiti dai propri ascoltatori, ma ora cercano di capire quando un brano ha stancato. Le classifiche di Music control, inoltre, condizionano fortemente anche le scelte di molte emittenti minori che, in questo modo, risultano prive di ogni originalità e, contraddicendo la loro base sociale di ascolto, diventano solo brutte copie dei network, mentre la loro funzione principale dovrebbe essere quella di selezione e lancio di canzoni liberamente scelte.

Anche il mondo dei manager è stato inevitabilmente condizionato dalle classifiche di Music control: per i personaggi che hanno molti passaggi, e che quindi risultano al top, vengono organizzati tour faraonici ( ma che molte volte finiscono in bagni di sangue finanziari), e diventa sempre più difficile trovare spazi per chi offre proposte di effettiva qualità o per gli emergenti. Questo discorso vale anche per la promozione: la presenza di un artista in Music control, oltre a garantire la diffusione praticamente totale di un prodotto nella radiofonia nazionale, condiziona notevolmente gli operatori degli altri media.

Avendo questo strumento praticamente sostituito la classifica tradizionale di vendita, la televisione invita sempre gli stessi artisti che sono al vertice dell’airplay, i giornalisti parlano solamente dei soliti noti e così via. Ci sono centinaia di esempi di artisti che hanno delle vendite discografiche da fame a fronte di una diffusione radiofonica e una promozione imbarazzanti.

MA COME SI FA AD ARRIVARE AD ESSERE PASSATI DALLE GRANDI RADIO?

Signore e signori attenzione perché è qui che parte la vera truffa. Perché un nuovo brano venga programmato, bisogna fare un investimento di almeno 6 spot pubblicitari quotidiani che possono arrivare a costare anche 70 mila euro per quindici giorni (e solamente per 1 radio) e spesso, la folle spesa, può non bastare, principalmente per le etichette piccole indipendenti che non hanno merce di scambio con dischi di artisti stranieri. Le programmazioni musicali delle grandi radio vengono fatte al 99% dai direttori artistici o da agenzie esterne alla radio stessa (le preferenze degli speaker non contano più niente), le quali decidono autonomamente se il brano in questione sia o no adatto allo standard della emittente e quindi non mandarlo in onda o al massimo, programmarlo pochissimo, magari in orari con bassi ascolti, giusto per accontentare chi ha speso in inutile pubblicità.

Clientelismo e corruzione diventano, (come si può ben immaginare e dato che siamo in Italia), altissimi e spessissimo vengono chiesti altri soldi sotto banco o parti di edizione SIAE. Spesso le radio chiedono che gli vengano riconosciute delle percentuali SIAE ( chiamati punti di edizione) , cosa che personalmente reputo illegale al pari dell’estorsione mafiosa, ma signori miei questa è l’italietta e queste cose si possono fare.

Sappiate comunque che può capitare che un direttore artistico decida di mandare in onda un brano gratuitamente, ma sappiate che sicuramente è perché quell’artista gli è simpatico o gli ha dato il suo corpo o l’addetto alla promozione è un suo caro amico e lo ha pregato per giorni in ginocchio, ma comunque sia, quel bonario favore assomiglia fortemente a quello che ogni tanto fa ai suoi sudditi un boss o un padrino.

Concludendo, secondo voi tutto questo meccanismo di ricatti, non sono gli stessi che usa quell’organizzazione che tanto ci ha fatti diventare famosi nel mondo chiamata MAFIA? E perché i molti che sono a conoscenza non trovano il coraggio di denunciare pubblicamente certe merdate?


C. Stecchetto

Fonti:
http://en.wikipedia.org/wiki/Music_Controlc
http://www.giannitogniblog.com/?p=50
http://www.nielsenmusiccontrol.com/index_ita